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Cos’è il whistleblowing?

F.A.Q. Whistleblowing

Chi è il whistleblower?

Il termine “whistleblower” in lingua inglese (“segnalante” in italiano), e più nello specifico negli Stati Uniti d’America, identifica un individuo che denuncia pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda.

Cosa si intende per whistleblowing?

Il whistleblowing è costituito dalla normativa prevista per tutelare la riservatezza dei whistleblower nonché per prevenire eventuali azioni ritorsive adottate da parte del datore di lavoro contro il dipendente che ha segnalato.

Di che natura possono essere le rivelazioni o le denunce fatte

Le rivelazioni o denunce possono essere di varia natura:

  • violazione di una legge,
  • violazioni del Modello ex d.lgs. 231/2001
  • condotte penalmente rilevanti;
  • violazione di un regolamento,
  • violazione di una procedura o un codice etico,
  • minaccia di un interesse pubblico come in caso di corruzione e frode, gravi e specifiche situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica
  • comportamenti che possono cagionare un danno economico o all’immagine dell’Ente o della Società.

I whistleblower a chi possono denunciare tali condotte?

I segnalanti possono denunciare le condotte illecite o pericoli di cui sono venuti a conoscenza all’interno dell’organizzazione stessa, all’autorità giudiziaria o renderle pubbliche attraverso i media o le associazioni ed enti che si occupano dei problemi in questione. Spesso i whistleblower, soprattutto a causa dell’attuale carenza normativa, spinti da elevati valori di moralità ed altruismo, si espongono singolarmente a ritorsioni, rivalse, azioni vessatorie, da parte dell’istituzione o azienda destinataria della segnalazione o singoli soggetti ovvero organizzazioni responsabili ed oggetto delle accuse, venendo sanzionati disciplinarmente, licenziati o minacciati fisicamente.

Com’è disciplinato il whistleblowing in Italia?

In Italia il whistleblowing è disciplinato dalla legge 179/2017 che offre una speciale tutela al dipendente, sia pubblico che privato, che segnali illeciti appresi in occasione dell’attività lavorativa, garantendone la riservatezza e proteggendolo da conseguenze ritorsive.

Come devono essere trattate le segnalazioni?

In attesa delle nuove linee guida che dovrebbero essere emanate dall’ANAC in base a quanto previsto dalla legge n. 179/2017, resta valida la Determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 con cui l’ANAC ha emesso le “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblower)”.

In questo atto l’Autorità Anticorruzione ha chiarito che le segnalazioni, debbono essere trattate informaticamente con sistemi informatizzati e crittografici al fine di garantire la massima tutela del whistleblower. Lo stesso principio vale, a ben vedere, anche per le aziende private in quanto la legge n. 179/2017 prevede che i Modelli ex d.lgs n. 231/2001 debbano prevedere “almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità del segnalante“.

A chi vanno inviate le segnalazioni?

I soggetti individuati dalla nuova normativa per la ricezione delle segnalazioni sono il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, l’Autorita’ nazionale anticorruzione (ANAC), l’autorita’ giudiziaria ordinaria e quella contabile.

A livello aziendale, tuttavia, la figura di riferimento è il responsabile della prevenzione della corruzione al quale, infatti, vengono irrogate le sanzioni in caso di mancato rispetto della nuova legge sul whistleblowing. Nelle aziende private è il Modello ex d.lgs. n. 231/2001 a dover individuare il soggetto deputato a ricevere le segnalazioni che, nella gran parte dei casi, coinciderà con l’Organismo di Valutazione (ODV).

Identità del whistleblower

La legge prescrive che il contenuto delle segnalazioni e l’identità del whistleblower restino assolutamente riservati.

Come assicura My Whistleblowing la riservatezza dei dati del Whistleblower?

My Whistleblowing è stato pensato proprio per assicurare la piena compliance alla nuova normativa e, a tal fine, permette l’accesso ai dati del segnalante solo all’Organo ricevente la segnalazione.

Come si fa ad avere la certezza che solo l’Organo deputato a ricevere tali segnalazioni abbia accesso ai dati del segnalante?

L’accesso alla Segnalazione è di per se  protetto da password ma l’Organo deputato per vedere i dati del segnalante dovrà inserire il codice OTP ricevuto via sms (esattamente come per i bonifici bancari). Solo il responsabile della prevenzione della corruzione può conoscere l’identità di chi segnala con una procedura di sicurezza, che tiene traccia dell’accesso all’identità del segnalante.

Come faccio ad essere certo che la segnalazione non subisca modifiche o manomissioni?

Al fine di assicurare che la segnalazione non subisca modifiche o manomissioni, My Whistleblowing traccia tutti i passaggi interni all’interno della piattaforma. Pertanto, My Whistleblowing assicura dunque, sul piano tecnologico, l’assoluta riservatezza dell’identità’ del segnalante nelle attività’ di gestione della segnalazione proprio come richiesto dalla normativa.

Non basta una e-mail dedicata per le segnalazioni?

No, un indirizzo email dedicato non basta. Le Linee Guida dell’ANAC e la stessa legge n. 179/2017 hanno chiaramente affermato che il canale di inoltro delle segnalazioni deve necessariamente essere informatico in quanto solo in questo modo viene garantita la riservatezza dell’identità’ del segnalante. Dotarsi di un software come My Whistleblowing è dunque un obbligo se si vuole adempiere correttamente alla nuova normativa ed evitare pensanti sanzioni.

In cosa My Whistleblowing è diverso dagli altri software per la gestione delle segnalazioni?

My Whistleblowing è l’unico software che garantisce la risevatezza dei dati del segnalante proteggendoli non solo da delle password ma, addirittura, da un codice OTP ricevuto via sms.