Whistleblowing

Linee Guida ANAC sul whistleblowing: il quadro normativo aggiornato

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Il sistema regolatorio sul whistleblowing in Italia si è consolidato nel novembre 2025 con due delibere che hanno completato il quadro avviato dal D.Lgs. 24/2023. Per le aziende, il punto di riferimento operativo non è più solo la Delibera 311 del 2023 — sono soprattutto le Linee Guida n. 1/2025 introdotte dalla Delibera 478, che disciplinano per la prima volta in modo organico i canali interni di segnalazione.

Questa pagina riassume le tre delibere ANAC oggi vigenti, cosa regolano e cosa devono fare concretamente le aziende.

Le tre delibere ANAC in vigore

DeliberaDataOggetto
n. 311/202312 luglio 2023Linee guida sui canali esterni di segnalazione
n. 478/202526 novembre 2025Linee guida n. 1/2025 sui canali interni di segnalazione
n. 479/202526 novembre 2025Modifica e integrazione della Delibera 311/2023

Le Linee Guida n. 311/2023 non sono state abrogate dalle nuove Linee Guida n. 1/2025, ma sono state modificate e integrate per garantire coerenza nell’attuazione del sistema whistleblowing complessivo.

Delibera 311/2023 — Canali esterni di segnalazione

In attuazione dell’art. 10 del D.Lgs. 24/2023, la Delibera 311 disciplina le procedure per la presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, cioè quelle indirizzate direttamente all’ANAC.

Per le aziende il punto rilevante è capire quando una segnalazione può essere fatta al canale esterno invece che al canale interno. La regola è chiara: il canale esterno ANAC è accessibile solo in casi specifici — assenza del canale interno aziendale, sua non conformità, mancata adozione di misure adeguate dopo una segnalazione interna, concreto rischio di ritorsioni nei confronti del segnalante.

In tutti gli altri casi il canale interno deve essere la via primaria. Un’azienda che non ha attivato il canale interno espone i propri dipendenti alla possibilità di segnalare direttamente ad ANAC, con tutte le conseguenze del caso.

Download: [Delibera n. 311 del 12 luglio 2023]

Delibera 478/2025 — Linee Guida n. 1/2025 sui canali interni

È la novità più rilevante per le aziende private. Le Linee Guida n. 1/2025, approvate con Delibera 478, disciplinano per la prima volta in modo dettagliato come deve essere strutturato il canale interno di segnalazione. Non si limitano a fornire chiarimenti interpretativi: qualificano il whistleblowing come presidio organizzativo strutturale, con implicazioni dirette sui Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001. Le novità principali sono sei.

Requisiti tecnici del canale

Le Linee Guida n. 1/2025 indicano che il canale deve garantire la riservatezza dell’identità del segnalante attraverso misure tecniche adeguate: cifratura dei dati, protezione dell’accesso dalla rete aziendale, non tracciabilità da parte dei reparti IT. Email ordinaria e PEC sono, di regola, strumenti non adeguati per garantire la riservatezza, salvo specifiche misure di mitigazione documentate nella DPIA.

Canale orale obbligatorio

Ogni ente deve prevedere almeno una modalità di segnalazione orale, in alternativa alla forma scritta. Sono ammesse tre soluzioni: linea telefonica dedicata, sistema di messaggistica vocale, incontro diretto su richiesta del segnalante. La sola forma scritta non è sufficiente.

Il gestore delle segnalazioni

Le Linee Guida fissano requisiti specifici per chi gestisce le segnalazioni: imparzialità, indipendenza, formazione adeguata in materia giuridica, etica e protezione dei dati. Il requisito della buona reputazione, presente nelle bozze precedenti, è stato eliminato in quanto considerato eccessivamente soggettivo e di difficile applicazione.

Coinvolgimento delle organizzazioni sindacali

Nel settore privato l’istituzione del canale deve avvenire previa interlocuzione con le rappresentanze sindacali. Il mancato coinvolgimento rende la procedura non conforme e può comportare l’irrogazione di una sanzione da parte di ANAC.

Integrazione con il Modello 231

Gli enti che adottano un MOG 231 devono adeguarlo prevedendo canali interni conformi al D.Lgs. 24/2023, esplicitando il divieto di ritorsione e aggiornando il sistema disciplinare. ANAC raccomanda un unico canale per le segnalazioni 231 e whistleblowing, per evitare duplicazioni e incertezze per i potenziali segnalanti.

Gruppi societari

Per i gruppi con società sotto i 249 dipendenti è ammessa la condivisione del canale interno con specifiche condizioni tecniche e organizzative. Per i gruppi con almeno una società oltre i 249 dipendenti la condivisione del canale interno non è ammessa: è consentita solo l’esternalizzazione a un soggetto terzo qualificato.

Download: [Delibera n. 478 del 26 novembre 2025 — Linee Guida n. 1/2025]

Delibera 479/2025 — Aggiornamento dei canali esterni

Contestualmente alle nuove Linee Guida sui canali interni, ANAC ha aggiornato anche le Linee Guida approvate con Delibera 311/2023. La Delibera 479 non sostituisce la 311 — la integra e la modifica per allineare le procedure dei canali esterni alle nuove indicazioni sui canali interni, garantendo coerenza sistematica all’intero quadro regolatorio.

Download: [Delibera n. 479 del 26 novembre 2025]

Cosa devono fare le aziende per adeguarsi

Le Linee Guida n. 1/2025 sono oggi il riferimento operativo per gli enti già soggetti agli obblighi del D.Lgs. 24/2023. Gli interventi prioritari sono sette.

  1. Verificare la conformità tecnica del canale attuale. Cifratura dei dati, protezione dell’anonimato, non tracciabilità da parte dei reparti IT. Se il canale attuale è email o PEC senza misure di mitigazione documentate in DPIA, è presumibilmente non conforme;
  2. Attivare il canale orale. Se è presente solo la forma scritta, va aggiunta almeno una delle tre modalità orali previste dalle Linee Guida;
  3. Verificare il gestore. Controllare che chi gestisce le segnalazioni rispetti i requisiti di imparzialità, indipendenza e formazione specifica previsti dalle nuove Linee Guida;
  4. Coinvolgere le organizzazioni sindacali. Se l’istituzione del canale è avvenuta senza interlocuzione sindacale, la procedura va integrata — è un requisito la cui mancanza è sanzionabile;
  5. Aggiornare il Modello 231. Per le aziende che hanno adottato il MOG, l’aggiornamento è necessario: nuove procedure, divieto di ritorsione, sistema disciplinare aggiornato, flussi verso l’OdV;
  6. Verificare la configurazione per i gruppi societari. Se l’azienda fa parte di un gruppo, verificare che il canale rispetti le indicazioni specifiche delle Linee Guida n. 1/2025 in base alla dimensione delle singole società;
  7. Avviare la formazione periodica.Le Linee Guida richiedono attività formative specifiche, estese non solo al gestore ma all’intero personale.

Verifica se il tuo canale è conforme alle Linee Guida ANAC 2025

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